1.   IL FATTO

La notte del 12 febbraio, la piccola Nicole – subito dopo la nascita in una clinica di Catania – accusa difficoltà respiratorie. I medici, accortisi che la situazione non poteva essere fronteggiata localmente, contattano le tre strutture ospedaliere della città che dispongono di una Unità di Trattamento Intensivo Neonatale (Utin). Le strutture contattate rispondono di non poter ricoverare la neonata a causa della mancanza di posti liberi. Viene contattato il 118, che avvia il monitoraggio delle strutture vicine e trova disponibilità presso la Utin di Ragusa. La clinica, messa a disposizione una ambulanza privata, dispone il trasporto di Nicole verso Ragusa. Durante il tragitto, le condizioni della neonata peggiorano sino al decesso.

2.     L’OTTICA MEDIATICA

2.1.   Dichiarazioni istituzionali

Il Presidente della Repubblica: “incredulità” per la morte della neonata.

Il Ministro della Salute:Se non interverrà la Regione lo farà il Ministero. I posti letto nelle unità Utin in Sicilia sono 114, numero superiore a quello fissato a livello nazionale che è pari a 80: ma perchè Nicole non lo ha trovato? La risposta sta nella parola appropriatezza. Sarà mia cura verificare anche tramite l’analisi delle cartelle cliniche dei bimbi ricoverati l’appropriatezza dell’uso dei posti letto a Catania. Ho deciso di istituire una unità di crisi proprio per fare ispezioni, nei casi di malasanità, che saranno diverse da quelle effettuate fino ad oggi”.

Il Governatore della Regione SiciliaI tre ospedali sono tra i più efficienti non solo della Sicilia, ma di tutto il Sud Italia. Bisognerà entrare nel merito delle decisioni del personale medico, che sicuramente ha fatto degli errori di valutazione. Il peso della decisione della clinica non è stato indifferente. Non vogliamo fare processi sommari, ma chi dovesse avere la responsabilità verrà cacciato immediatamente, al resto penseranno le procure di Catania e Ragusa. Non lasceremo che la cosa cada nel dimenticatoio”.

L’Assessore alla Salute della Regione SiciliaLa piccola Nicole si sarebbe potuta salvare se fosse stata portata subito al pronto soccorso di un ospedale, che per legge ha l’obbligo di accogliere un codice rosso al di là della disponibilità di posti letto”.

Il Presidente della Commissione Sanità all’Assemblea Regionale Siciliana“Vomitevoli le conversazioni tra 118 e clinica Gibiino”.

2.2.   Titoli tratti da Quotidiani

Il CorriereNeonata morta a Catania, i tentativi. <Non respira> <Chiamate altrove> (14.02.2015) / Nicole, l’ultima telefonata: <La bambina è morta, devo disdire il posto?> L’ambulanza diretta a Ragusa sbagliò anche strada (19.02.2015)

Il Fatto QuotidianoCatania, non c’è posto nei tre ospedali cittadini: neonata muore in ambulanza (12.02.2015) / Neonata morta a Catania, 9 indagati. Ispettori: <Non esposta gravità> (16.02.2015)

Il FoglioManca posto negli ospedali di Catania: muore neonata (12.02.2015) / Neonata morta: i genitori <Non riusciamo a consolarci>(15.02.2015)

Il MessaggeroNeonata morta a Catania, Crocetta: <Saranno in molti a pagare> (13.02.2015) / Neonata morta, Lorenzin: <A Catania hanno sbagliato, tragedia può ripetersi> (18.02.2015) / Nicole, la neonata morta a Catania. L’ultima telefonata: <E’ morta, devo disdire il posto?> (19.02.2015)

La RepubblicaCatania, ospedali pieni: muore neonata (12.02.2015) / Il dramma di Nicole, quella notte c’era un posto libero al Cannizzaro di Catania. L’assessore: <Si poteva salvare> (18.02.2015) / I buchi nella versione dei medici su Nicole, il sospetto dei genitori: <Morta già in clinica> (19.02.2015)

La StampaManca posto in tre ospedali in Sicilia, neonata muore in ambulanza (12.02.2015) / Catania, Nicole uccisa da un’incredibile serie di errori (14.02.2015) / Nicole nata già morta? L’ultimo dubbio del perito (19.02.2015) 

3.     L’OTTICA GIURIDICA

3.1.   I quesiti

Essendo già accertato il verificarsi dell’evento dannoso (e cioè la morte della piccola Nicole), le domande preliminari devono indirizzarsi a esplorare le eventuali condotte colpose (e, in caso di individuazione di condotte colpose, le domande successive dovranno riguardare i danni, patrimoniali e non-patrimoniali, la loro quantificazione, nonché i soggetti tenuti al risarcimento. Ma limitandoci, in primo approccio, alla esplorazione delle eventuali colpevolezze, l’ottica giuridica necessita di concentrarsi sui seguenti quesiti:

  • PERCHÉ? Quali fattori causali hanno cagionato la morte della piccola Nicole? Più precisamente: i fattori causali sono consistiti in condotte mediche inappropriate, poste in essere durante il parto, oppure anteriormente (come diagnosi erronee), oppure successivamente? Oppure si è trattato di fattori naturali idonei a cagionare un esito infausto tuttavia evitabile tramite condotte mediche appropriate? Oppure si è trattato di fattori naturali con esisto infausto inevitabile?

  • QUANDO? In quale momento è deceduta la piccola Nicole?

  • CHI? Questa domanda, riguardante i soggetti, si bipartisce. Domanda primaria: in caso di condotte colpevoli rientranti nel nesso causale dell’esito infausto, a quali soggetti sono imputabili tali condotte? Domanda secondaria: quali altre condotte, pur non rientrando nel nesso causale dell’esito infausto, sono peraltro idonee a costituire illeciti di natura diversa (per esempio, illeciti disciplinari attinenti al rapporto di lavoro)?

Che tali quesiti siano rilevanti, entro un’ottica giuridica, è evidente. Per esempio: se, come è stato ipotizzato, la piccola Nicole fosse già deceduta prima dell’arrivo dell’ambulanza, è chiaro che le imperizie durante il viaggio (imperizie come quelle sottolineate dai media, tra cui i ritardi per errori di percorso) diverrebbero irrilevanti sotto il profilo della causazione della morte, e costituirebbero un fatto suscettibile di mera contestazione disciplinare. E il discorso sarebbe ancora diverso qualora il decesso fosse avvenuto prima della chiamata al 118.

Ma si proceda per gradi, in maniera più analitica.  

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