Rifiuta

Usiamo i cookie per rendere possibile il corretto funzionamento di alcune funzioni. Utilizzando il nostro sito, accetti le nostre modalità di utilizzo dei cookie.

Incontriamo il Dr. Gaetano Romigi, infermiere, da alcuni anni coordinatore, docente e tutor ai corsi di laurea in Infermieristica e ai Master di 1° livello dell'Università di Roma Tor Vergata, al quale abbiamo chiesto di spiegarci la sua visione del futuro per la figura dell'infermiere libero professionista e di quanto è e sarà importante il web per tale figura professionale.

La sua posizione di formatore delle future generazioni infermieristiche le ha permesso un osservatorio “privilegiato” sui giovani infermieri che si affacciano al mercato del lavoro. Quali impressioni ha sul loro futuro professionale?

In questi ultimi anni anche la professione infermieristica, che tradizionalmente vedeva una pressoché immediata occupazione post laurea, ha risentito della crisi economico-finanziaria, ma soprattutto di un grande ridimensionamento delle attività del servizio sanitario pubblico nazionale. Sono stati chiusi ospedali, si sono ridotte molte attività ospedaliere e ambulatoriali, poche le alternative sul territorio, scarsa l'assistenza domiciliare, grandi e gravi le differenze tra Nord e Sud. Nonostante l'aumento dell'aspettativa di vita, l'andamento demografico ha portato verso un progressivo incremento della popolazione anziana, rispetto a quella giovane di cui è necessario prendersi cura. Infine grazie all'evoluzione medico-scientifica, farmaceutica e tecnologica oggi le persone convivono con diverse patologie croniche, rare, più o meno gravi ed assumono tante terapie. Di queste persone occorre prendersi carico sopratutto a domicilio. Questa è la realtà. I futuri infermieri percepiscono una realtà ahimè spesso distorta che proviene dalla convizione anacronistica, che l'assistenza sia prevalentemente ospedaliera e che l'Ospedale sia l'unico setting assistenziale in cui lavorare. Pertanto, molti di loro vedono, come nell'immaginario collettivo, il proprio futuro in linea di massima nel pubblico, come dipendente che lavora quasi esclusivamente in Ospedale.

 

Continua a leggere l’intervista di Flavio Crinelli su Numidio a questo link: https://www.numidio.com/intervista-al-dr-gaetano-romigi-sullimportanza-del-web-per-gli-infermieri-del-futuro/

Sabato 24 giugno 2017, presso l'Ospedale Sant'Eugenio di Roma, ANIARTI (Associazione nazionale Infermieri di area critica) ha organizzato il Convegno "L'entrata in vigore della legge Gelli: le associazioni professionali infermieristiche insieme per discutere di sicurezza delle cure, responsabilità professionale e linee guida".

Tra i relatori dell'evento, patrocinato dal Collegio Ipasvi di Roma e al quale hanno partecipato un centinaio di professionisti, il Presidente dell'Associazione Auxilia Iuris, l'Avv. Giovanna Marzo.

CLICCA QUI per leggere l'articolo di riferimento apparso sul sito IPASVI.

 

 


 

Scienza e diritto, medicina e giustizia sono mondi da sempre destinati ad incrociarsi e a trovare un canale di comunicazione comune. Medici e magistrati, ed intorno a loro avvocati e giornalisti, da sempre si osservano reciprocamente con rispetto e bisogno reciproco ma anche con una diffidenza dovuta a radicali diversità di approccio e di linguaggio, laddove il diritto ragiona in termini di certezza oltre ogni ragionevole dubbio e la scienza medica in termini di probabilità. È solo con una rigorosa individuazione degli obiettivi e dei ruoli specifici di ciascuna figura e con uno sforzo continuo di comprensione reciproca, anche nel momento della formazione, che si possono dunque individuare e affrontare correttamente i cruciali argomenti della colpa e della responsabilità medica tenendo conto dei progressi medici, dei radicali mutamenti nella sensibilità giuridica e sociale e delle novità normative. 

Alla luce di questo quadro, si cercheranno spunti concreti da plurimi punti di osservazione su alcuni argomenti di scottante attualità, come nuove tecniche diagnostiche (potenzialità e limiti della autopsia virtuale mediante Radiografia, Tomografia Computerizzata e Risonanza Magnetica) e situazioni giuridiche di “frontiera” dove i diritti fondamentali stessi sono messi alla prova nella loro esistenza e nel loro esercizio (fine vita nelle lesioni cerebrali e prelievo d’organi).

Per ulteriori informazioni sul corso e per le iscrizioni clicca qui.


 

L'Avv. Prof. Giovanna Marzo, Presidente dell'Associazione Auxilia Iuris, giovedì 30 marzo ha incontrato a Roma diversi esponenti delle maggiori Società medico-scientifiche italiane, nell'ambito di un focus sulle novità normative introdotte dalla Legge n. 24/2017 in materia di linee guida.

Partendo dalla storia relativa al successo delle linee guida, è stato approfondito il rapporto tra queste e il diritto, anche attraverso esempi casistici e la giurisprudenza della Corte di Cassazione. Sono state inoltre ampiamente analizzate le novità - introdotte dalla nuova legge sulla responsabilità sanitaria - che riguarderanno le linee guida sotto il profilo della responsabilità, della loro produzione e pubblicizzazione, della gestione del rischio sanitario.

      


 

La "Fondazione Edo ed Elvo Tempia ONLUS", nell'ambito di una competizione ​ideata dalla società di assicurazioni Aviva a favore delle ONLUS, ha realizzato un progetto inerente al tumore della prostata.

Dal 2 al 30 marzo il progetto può essere votato registrandosi sul sito di Aviva. I 5 progetti più votati di ogni categoria saranno valutati da una giuria di esperti.

Per informazioni dettagliate sul progetto e per votare, cliccare sul seguente link:


https://community-fund-italia.aviva.com/voting/progetto/schedaprogetto/16-952

 


 

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo Accordo in materia di formazione continua in medicina.

Il Direttore Generale di Age.na.s., Francesco Bevere, è soddisfatto: “Il nuovo Accordo nasce dall’esigenza di dare organicità alle disposizioni del sistema ECM, puntando ad elevare il livello della qualità della formazione erogata. Vengono chiarite ulteriormente le competenze tra Stato e Regioni, assegnando allo Stato la definizione degli standard minimi omogenei su tutto il territorio nazionale e alle Regioni l’individuazione dei requisiti ulteriori di qualità, con l’obiettivo di stimolare la competizione tra i diversi sistemi per il raggiungimento di livelli di eccellenza. L’obiettivo è quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e geografico che limitano di fatto l’accesso alla formazione continua. Per migliorare le performance del nostro servizio sanitario dobbiamo garantire una costante crescita culturale di ogni risorsa impegnata nel sistema salute. Oggi la formazione è l’arma migliore a nostra disposizione per affrontare con successo le sfide del futuro prossimo”.

Clicca qui per leggere il testo dell'Accordo


 

L’Istituto Demoskopika, gruppo che si occupa di ricerche economiche e di mercato, ha realizzato, per il secondo anno consecutivo, uno studio sulle performance sanitarie in Italia.

L’IPS (Indice di Performance Sanitarie), usando le parole di Demoskopika, ha l’obiettivo di delineare il livello di efficienza e competitività dell’offerta sanitaria delle regioni italiane, con un’attenzione più marcata verso il sistema dell’assistenza ospedaliera” ed è il risultato di un’analisi realizzata attraverso i seguenti indicatori: 

  • Soddisfazione del servizio sanitario
  • Mobilità attiva
  • Mobilità passiva
  • Spesa sanitaria
  • Quota famiglie impoverite a causa delle spese socio-sanitarie ‘out of pocket’
  • Spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli
  • Costi della politica 

Secondo l’indagine sul grado di efficienza sanitaria, quattro sono state le Regioni classificate come “sane” (Piemonte al primo posto, poi Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige); nove le Regioni definite “influenzate” (a partire dalla Valle d’Aosta) e sette quelle timbrate come “malate”, con la Calabria in ultima posizione. 

Alcuni tra i dati più significativi:

  • Quasi una famiglia italiana su due (47,1%) nel 2016 ha rinunciato a curarsi (tra gli altri: per motivi economici, lunghe liste di attesa, paura delle cure, motivi di lavoro).
  • Un italiano su tre (34,2%) è soddisfatto dei vari aspetti legati al ricovero ospedaliero (assistenza medica e infermieristica, vitto, servizi igienici).
  • Per quanto riguarda le cure prestate a pazienti non residenti (mobilità attiva), la Regione più attrattiva è la Lombardia, mentre all’ultimo posto si trova la Basilicata.
  • Circa le famiglie impoverite dalle spese sanitarie out of pocket, la maggior parte di queste appartiene alla Regione Calabria. Seguono la Sicilia e l’Abruzzo.
  • Le spese per il contenzioso sanitario sostenute nel 2016 dal SSN ammontano a 191 milioni di euro (di cui oltre il 60% è riferibile alle strutture del meridione). 

Clicca qui per leggere la versione integrale dell’IPS 2016 di Demoskopika.