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Corsi per medici e strutture sanitarie
Ente di formazione in materia giuridico-sanitaria
Corsi di alto livello per la formazione continua in medicina

Normativa

PAVIA - È in programma sabato 16 ottobre, a partire dalle ore 9,00 presso la sede dell’Ordine dei Medici di Pavia, in Piazzale Gaffurio, un convegno che tratta una tematica di attualità del diritto sanitario quale la nuova Legge n. 24/2017, nota come “Legge Gelli”, organizzato dall’Associazione di giuristi Auxilia Iuris di Torino.

Il convegno, dal titolo “Le Strutture Sanitarie a confronto con la Legge Gelli: obblighi della Struttura e opportunità di miglioramento qualitativo”, intende analizzare l’obbligo per tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie di implementare un modello organizzativo finalizzato allo svolgimento in forma pianificata di attività di prevenzione, monitoraggio e gestione del rischio sanitario.
Il convegno è accreditato per 3 crediti formativi ECM.

 

Per avere qualche informazione più dettagliata, abbiamo intervistato l’Avvocato Giovanna Marzo, Docente di Diritto Civile all’Università di Torino, responsabile scientifico dell’evento formativo.

Avvocato Marzo, per applicare la Legge Gelli la Struttura affronterà un costo. Ma, a fronte del costo, ci saranno vantaggi e, se si, quali?
Risposta: E’ innegabile che le Strutture si vedano costrette ad affrontare costi di riorganizzazione e di predisposizione di un metodo. Si tratta comunque di costi imposti, nel senso che la legge va rispettata e quindi le Strutture non avranno scelta. Il vantaggio conseguente però è davvero importante: sarà infatti migliore il rapporto con il paziente e la qualità del servizio reso; sarà più fluido e meno costoso il rapporto con la compagnia di assicurazione; sarà migliore anche il rapporto con i dipendenti e i collaboratori della Struttura. 


Quale sarà, secondo Lei, l’impatto del rispetto della normativa in questione sul contenzioso sanitario?
Risposta: L’impatto ci sarà sicuramente e sarà positivo: la legge Gelli vede bene nel futuro e si prospetta una riduzione drastica del contezioso. Mote liti originano proprio dalla difficoltà di prevenzione degli eventi e dalla mancanza di una cultura sulla sicurezza dell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Fra i relatori, oltre all’Avvocato Marzo, presenti anche il Dott. Massimo Massimelli, esperto medico legale di Torino, ed il Dott. Fabio Gilardenghi di Alessandria, consulente nell’implementazione di modelli organizzativi in ambito socio-sanitario, che collabora già con diverse Associazioni del terzo settore del territorio.


Il convegno rappresenta un momento importante anche per Pavia, poiché una tematica così attuale e delicata sarà discussa all’interno di un momento formativo ed informativo, in cui i partecipanti potranno esporre il loro punto di vista su questo ambito che riguarda tutti gli utenti del Servizio Sanitario.

Per ulteriori informazioni ed eventuali iscrizione, vi rimandiamo al sito internet dell’Associazione Auxilia Iuris (www.auxiliaiuris.it) oppure mandando una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

Il Ministero della Salute ha confermato l’esigenza che la Legge Gelli trovi pronta e completa applicazione: negli ultimi giorni precedenti la pausa estiva sono stati emanati il Decreto recante titolo “Elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie” (2 agosto 2017) e il Decreto recante titolo “Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità” (17 luglio 2017).

I due decreti, pur con oggetti differenti, sono funzionalmente collegati.

Il primo attiene alla individuazione e alla istituzionalizzazione dei soggetti (le Società e le Associazioni di cui all’art 5 della legge Gelli) idonei a svolgere attività di collaborazione con le istituzioni sanitarie, nonché (soprattutto) idonei a elaborare linee-guida dotate di valore giuridico.

Il secondo decreto, più ampiamente di quanto è indicato dal titolo del provvedimento, presenta due grandi linee di funzionalità. Anzitutto la funzione di monitoraggio, molto estesa, sia per quanto riguarda la fenomenologia dei rischi (eventi avversi ed eventi sentinella), sia per quanto riguarda la loro gestione, sia per quanto riguarda le buone pratiche per la sicurezza delle cure. A ciò si aggiunge la funzione propositiva (segnatamente nei confronti delle Regioni) circa le modalità di sorveglianza del rischio e le misure da adottare ai fini della prevenzione.

Al di là del collegamento funzionale (che si interseca su due aree centrali in tema di sicurezza nella sanità), i due provvedimenti si pongono all’attenzione degli Operatori in maniera molto diversa.

Il primo decreto, emanato in un tempo ordinariamente feriale, pone un termine di 90 giorni per la presentazione delle domande, cosicché ne deriva una notevole urgenza di gestione, perché il tempo è ridotto per valutare (da parte degli interessati) se sussistono le condizioni della domanda e, soprattutto, su come effettuare gli adeguamenti degli statuti che saranno necessari. Nel contempo, dalle discussioni che già si sono evidenziate in varie sedi, emergono alcuni problemi interpretativi che il decreto, a volte, pone, dando luogo a incertezze da cogliere e risolvere. Su altro piano, occorre rilevare le posizioni di alcune Società che prospettano la violazione di interessi giuridicamente tutelabili e, conseguentemente, prospettano ricorsi che (se presentati) estenderebbero l’area e i tempi delle incertezze.

Il secondo decreto, interpretativamente meno impegnativo, si segnala invece per l’ampiezza dell’intervento; cosicché, su di esso, si riscontrano perplessità diverse, che riguardano, particolarmente, la composizione organica dell’Osservatorio (organo la cui composizione è apparsa, ad alcuni, rigidamente “istituzionale”, e specificamente “ministeriale”, senza aperture a forme rappresentative dei soggetti esercenti le professioni sanitarie come era auspicato).

Infine, è da segnalare la clausola di stile secondo cui, pur a fronte delle notevoli estensioni funzionali (come del resto in coerenza con l’interessante evoluzione in atto), tutto ciò dovrebbe avvenire, come ormai di consueto, “senza nuovi o maggiori onere per la finanza pubblica”.

 

Per scaricare il testo integrale del Decreto Elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie  clicca qui.

Per scaricare il testo integrale del Decreto Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità clicca qui.


 

L’esame finale del DDL sulla Responsabilità professionale si terrà in aula alla Camera il prossimo 28 febbraio, come calendarizzato durante la seduta di ieri.

L’esame era stato interrotto lo scorso 16 febbraio, dopo l’approvazione dei primi 5 articoli:

  1. Sicurezza delle cure in sanità
  2. Attribuzione della funzione di garante per il diritto alla salute al Difensore civico regionale o provinciale e istituzione dei Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e la sicurezza del paziente
  3. Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità
  4. Trasparenza dei dati
  5. Buone pratiche clinico-assistenziali e raccomandazioni previste dalle linee guida

Restano ancora da approvare i seguenti articoli:

Art. 6. Responsabilità penale dell'esercente la professione sanitaria
Art. 7 Responsabilità civile della struttura e dell'esercente la professione sanitaria
Art. 8 Tentativo obbligatorio di conciliazione
Art. 9 Azione di rivalsa o di responsabilità amministrativa
Art. 10 Obbligo di assicurazione
Art. 11 Estensione della garanzia assicurativa
Art. 12 Azione diretta del soggetto danneggiato
Art. 13 Obbligo di comunicazione all'esercente la professione sanitaria del giudizio basato sulla sua responsabilità
Art. 14 Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria
Art. 15 Nomina dei consulenti tecnici d'ufficio e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria
Art. 16 Modifiche alla legge 28 dicembre 2015, n. 208, in materia di responsabilità professionale del personale sanitario
Art. 17 Clausola di salvaguardia
Art. 18 Clausola di invarianza finanziaria


 

La legge sulla nuova responsabilità professionale sanitaria è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 64 di venerdì 17 marzo: il c.d. disegno di legge Gelli/Bianco, così come modificato al Senato, è ora la Legge 8 marzo 2017, n. 24 (Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie), che entrerà in vigore dal 1 aprile 2017.

E’ il 1768 quando il giurista inglese Sir William Blackstone, all’interno dei Commentaries on the Laws of England, utilizza per la prima volta il termine mala praxis, entrato poi nell’uso comune della materia medico-legale e conosciuto oggi come malpractice.

Soltanto a partire dal 1980 il fenomeno assume in Italia la rilevanza attuale. L’errore medico non è più considerato come una probabilità da accettare all’interno del rapporto di cura, ma inizia ad essere valutato come fonte di risarcimento a favore del paziente danneggiato. Il mirino è puntato sul medico e sulla struttura in cui opera. Come sappiamo, la facilità con cui le compagnie hanno offerto, per almeno vent’anni, il risarcimento, ha favorito l’incremento del contenzioso.

Successivamente, molti sono stati i tentativi di riordinare la materia dei risarcimenti sanitari, spesso affidata soltanto alle interpretazioni giurisprudenziali.

E’ in questo panorama che nasce il disegno di legge Gelli/Bianco. La ratio perseguita dalla legge è quella di ridisegnare il rapporto medico-paziente, ormai viziato da quasi un ventennio di altalenante giurisprudenza: il professionista deve poter recuperare la “sicurezza operativa” perduta, senza dover ricorrere a fenomeni distorsivi e dis-economici, come la c.d. medicina difensiva, che, da rifugio per il medico verso le possibili lamentele del paziente, si è ben presto trasformata in un esborso economico tra i più gravosi a carico dello Stato.

Le importanti novità introdotte dalla Legge n. 24/2017 interessano quattro aree:

  • il monitoraggio, la prevenzione e la gestione del rischio sanitario;
  • la responsabilità civile e penale degli operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici, etc.) nonché la responsabilità civile delle strutture sanitarie e socio-sanitarie sia pubbliche che private;
  • la produzione e la rilevanza giuridica delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali;
  • le polizze di assicurazione aventi ad oggetto la manleva per malpratica.

Stiamo progettando convegni e corsi sulla nuova Legge così che tutti gli operatori sanitari possano conoscere al meglio le regole dell’attività che quotidianamente svolgono senza troppi timori delle aggressioni dei pazienti.


 

Approvato in prima lettura alla Camera il 28 gennaio scorso, il DDL n. 2224 (Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie) era stato assegnato alla Commissione Igiene e Sanità del Senato l’11 febbraio.

Conclusosi l’esame degli emendamenti il 2 novembre, pareva prossimo l’approdo del testo alla Camera dei Deputati per la terza lettura.

Invece, dopo l’approvazione degli articoli 1, 2, 3, 5, 6 e 7, al Senato è mancato il numero legale per continuare la seduta. Il proseguio dell’esame del DDL, complice l’imminenza di importanti momenti politici, è stato così rinviato al 6 dicembre prossimo per essere meglio calendarizzato; ma sono ipotizzabili ulteriori differimenti (gli articoli del DDL sono in totale 18).

Critica la Presidente della Commissione Igiene e Sanità, la senatrice Emilia De Biasi: “Un provvedimento così importante non può essere sottoposto a uno spezzatino di sedute che ne dilazionano sine die l’approvazione. Non è serio per il valore del provvedimento e per la dignità dell’Aula”.